Ed eccomi qui, ho 14 anni, abito in provincia di Venezia. La musica è la mia vita, ascolto Nirvana, Guns 'n' Roses, Arctic Monkeys, Ligabue, Led Zeppelin, AC/DC, Sum 41 e Green Day. Sono una sognatrice, vorrei andarmene via da questo paese del cazzo con la mentalità di un... non so cosa, perché sono stanca di questa gente. Vorrei imparare a mettere le ali e volare, vorrei poter respirare sott'acqua per nuotare quanto voglio nell'oceano, vorrei trovare la persona adatta a me, quella persona che se ne sta zitta, in disparte, che non vuole disturbare nessuno, ma dentro urla, un disastro come me, insomma, fatti l'uno per l'altra, giusto per essere un disastro insieme. Le migliori amiche che ho sono distanti, forse troppo. Amo leggere. Mi piace Hunger Games, Harry Potter, Divergent, Shadow Hunters, Noi siamo infinito, Colpa delle stelle e la maggior parte dei libri di Sparks. Sembrerò stronza ma quando amo una persona faccio sul serio. Il mio "idolo" diciamo è Peter Pan, non so perché ma mi è sempre piaciuto, forse per il fatto che poteva volarsene via. Mi piacciono la nutella, la pizza, gli animali, i tramonti, le notti passate in bianco a parlare con qualcuno, i baci sul collo e il frigo, più che altro quello che c'è dentro. Mi preoccupo spesso, sono testarda, anche un po' permalosa ma non lo da a vedere. Spero che abbiate capito almeno un po' perché non sono brava a scrivere e scommetto anche che non ha un senso logico ma non m'importa, è quello che manca nella mia testa, la logica. Comunqueee... Benvenuti nel mio blog!:)

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E anche qui su tumblr sono disponibilissima ad ascoltarvi:)
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Mi sentivo con un ragazzo a luglio dell'anno scorso, dopo vari litigi ci siamo incontrati ad aprile e ci siamo baciati, non ci siamo piu scritti e io mi sono stancata di aspettare. Ultimamente l'ho sognato gia tre volte, cosa vuol dire secondo te?
Anonimo

persa-in-due-occhi-vuoti:

I sogni possono dirci tante cose. Anche a me è capitato di sognare qualcuno, e forse qualcosa si è aggiustato. Magari vi mancate tutti e due e vi cercate solo nei sogni.

Ti ho conosciuto al liceo.
Che poi, le belle storie iniziano sempre così: si conoscono tutti al liceo.
Io avevo l’età giusta per sbagliare, tu avevi l’età giusta per imparare a superare gli errori.
Io amavo letteratura italiana, tu matematica.
Io cercavo di spiegarti le poesie di Guinizzelli e di Leopardi, tu cercavi di insegnarmi le equazioni quantistiche.
Era divertente, perché nessuno dei due ci capiva niente. Tu finivi per associare il valore di x ad una qualche rima, mentre io mi ritrovavo ad elevare al quadrato il titolo delle poesie.
Ricordo quando scrissi involontariamente un piccolo 3 accanto alla poesia ”Fratelli” di Ungaretti, che quasi sembrava fosse stata elevata al cubo e tu, sorridendo, dicesti:
”Ma così diventa una famiglia intera.”
Spesso non sapevo spiegarmi perché ci amassimo, con tutte le nostre differenze, tutte i nostri dettagli opponibili, tutte le nostre incongruenze. Con gli anni, ho imparato che l’amore, semplicemente, leviga queste incongruenze, fino a fare combaciare le due parti.
E noi ci baciavamo, e combaciavamo.
Se mi chiedessero come mi sono innamorata di te, penso che la mia spiegazione li farebbe divertire.
Le mie amiche mi raccontano sempre di come siano rimaste incantate dalle mani, dallo sguardo, dalle labbra, dal carattere del loro primo amore.
Io mi innamorai del tuo nome.
Giacomo.
Tu eri il mio Leopardi, e le tue poesie più belle le scrivevi con gli occhi. By ©linearetta (via linearetta)

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imsorryimnotstrong:

linearetta:

Mi è stato chiesto più volte e, alla fine, mi è sembrato giusto pubblicarlo.

In questo modo, chiunque voglia averlo per sé, ne ha la possibilità.

Divulgatelo, se volete divulgarlo, ma, per favore, non togliete mai i miei diritti. E’ una cosa che fa parte del mio cuore, che ho progettato con la mia mente, le mie parole, le mie emozioni.

Rubarlo sarebbe ingiusto.

Grazie.

Vi voglio tanto bene.

—-linerettaproperty (Francesca Cicconetti on Facebook)

Mi sono innamorata imsorryimnotstrong

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Da quando l’ho conosciuta, mi sono ripromesso di farle una foto ogni giorno. Inizialmente sembrava assolutamente un gesto da malato mentale, differente stalker o pazzo incompreso, ma, col tempo, non ha fatto altro che rivelarsi come un qualcosa di molto dolce; i diciottenni sono tutti un po’ così, tremendamente e malamente innamorati. Sono riuscito a coglierla in momenti in cui nessuno la guardava, momenti che nessuno considerava, che nessuno reputava importanti. L’ho racchiusa nelle mie piccole fotografie mentre si aggiustava una ciocca di capelli, mentre si asciugava una lacrima, mentre apriva l’ombrello, mentre si gustava il panino della pausa pranzo, mentre raccoglieva il cellulare appena cadutole in mezzo a mille imprecazioni, mentre giocava con una foglia autunnale, mentre guardava il mare, mentre lasciava andare il suo sguardo in un chissacché. Quando mi ha parlato per la prima volta, però, non sono riuscito a farle una foto. Credo di non rimpiangere nulla come rimpiango questa mancanza: non essere riuscito a fotografare il momento d’impatto, il momento in cui il proiettile viene sparato, quando senti il ”Bang” e poi chi riesce più a fermarlo, quel colpo. Ho visto il mio amore invecchiare tra le mie mille foto, perché, altrimenti, non sarei stato capace di ricordare. Non credo che tutti sarebbero in grado di comprendere in maniera esatta che cosa significhi non poter ricordare gli occhi della persona che ami nel momento in cui ti guarda per la prima volta. Per fortuna esistono le foto. Per fortuna esistono i block-notes. Ne ho uno appeso di fronte alla mia scrivania, in modo da poterlo vedere sempre. Altrimenti, mi dimenticherei anche della sua esistenza. Quel foglietto racconta dell’episodio più significativo della mia vita; non avevo con me neanche la mia macchina fotografica. O, almeno, questo è ciò che vi trovo scritto. Chissà poi se è vero. Si dice anche che quel giorno mi inchinai, con una scatolina marrone tra le mani, gli occhi accesi di gioia e speranza come un faro in mezzo alla notte e un sorriso innamorato. Quel giorno, le chiesi di sposarmi. Il finale non ho bisogno di leggerlo: è l’unico ricordo vivido che ho. ”Ti consegnai tutte le fotografie, e tu mi dicesti di sì. Non è così?” Mi giro verso Alice, che non fa altro che dire: ”Come avrei potuto dirti di no? Mi hai regalato i frammenti della mia vita che pensavo aver perso per sempre.” Poi mi sorride. Nonostante tutto, l’Alzheimer non mi impedisce di ricordare quanto vivo mi faccia sentire il suo sorriso. By

©linearetta (via linearetta)

Piango

(via laragazzaconlaforzadiunesercito)

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(via comelapioggiachecade)